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Oggi, senza timore, posso senz'altro dire che la corsami ha salvato la vita. La corsa ha salvato la vita di quellaragazza che la mattina, al risveglio, meritava di alzarsifelice e con il sorriso stampato in faccia, meritava dialzarsi motivata, positiva, senza più il pensiero che unnuovo faticoso giorno stava iniziando. noi stessi e i nostri stati d'animo..
 C'è stato un tempo della mia vita in cui avevo letteralmentesmarrito il senso della mia esistenza. Mi sentivoinutile, inadeguata, totalmente priva di uno scopo reale.Mi sentivo insoddisfatta, scontenta e alla continuaricerca di un equilibrio che puntualmente non riuscivo atrovare. Nonostante avessi intorno a me una famigliameravigliosa, all'arrivo del mio secondogenito ho dovutomettere da parte me stessa, le mie esigenze, la miaindividualità, senza avere più la possibilità e la libertà discegliere. Per me non c'era più spazio, i miei desiderinon esistevano più. Ho iniziato ad occuparmi esclusivamentedei miei figli cercando di rispondere solo ai lorobisogni e alle loro esigenze. Ogni spazio della mia giornataera completamente dedicato a loro. Ho smesso diessere una donna, di prendermi cura di me, di dedicarmidel tempo. Ormai ero solo una mamma. Tutta questadedizione era senz'altro dettata dall'amore e da un fortesenso di responsabilità ma, lentamente, stavo dimenticandomi di me stessa. Le mie giornate erano lunghe maper me non c'era mai tempo. Stavo spegnendo la miaindividualità, la mia persona.Sono andata avanti così per qualche anno fino a quando,in me, ha iniziato a crescere e a prendere forma unprofondo senso di malcontento e insoddisfazione. Imiei desideri non contavano più, i miei sogni non contavanopiù, erano solo un dettaglio a cui non potevopermettermi di pensare. Di me non c'era quasi piùtraccia e la cosa peggiore era il senso di rassegnazioneche iniziavo a provare. Mi guardavo allo specchio senzapiacermi, senza sapere dove fossero andate a finire lemie scelte.

Stava nascendo in me un grande senso di insoddisfazionee, proiettando la mia vita nel futuro, non riuscivo avedere qualcosa che mi piacesse davvero. Cosa mancavaalla mia vita? Perché non mi sentivo felice? Ero arrivataa chiedermi quale fosse il mio ruolo su questa terra e,ancora più in grande, quale fosse il ruolo dell'essereumano. Domande esistenziali comuni e apparentementebanali ma che, invece, possono arrivare a condizionare noi stessi e i nostri stati d'animo.


Tutto questo aveva generato in me una crisi profonda. Mi ritrovavo, improvvisamente, senza una bussola.Una tale presa di coscienza poteva avere solo due uscite:mollare o reagire. È chiaro a tutti quale strada ho scelto!
Coelho scriveva: “Mi ètornata un'immensa vogliadi vivere quando ho scopertoche il senso della miavita era quello che io avreivoluto darle.” La corsa harappresentato per me unarinascita, una secondaoccasione per vivere la miavita e, soprattutto, la possibilità di farlo nel modomigliore. Lo dovevo prima di tutto a me stessa. Avevobisogno di coltivare uno spazio che fosse solo mio, unospazio intimo, privato. Questo spazio oggi l'ho trovatonella corsa, l'espediente che ha ridato senso alla mia vita,restituendole serenità, equilibrio e positività. Oggicorro perché mi sento viva, perché quando il vento miattraversa i capelli trascina via tutti i pensieri negativi.Corro perché la mia vita diventa più intensa, perchéogni giorno mi misuro con me stessa riconoscendo imiei limiti e spesso siamo noi esseri umani ad imporceli.Io sono molto di più di ciò che pensavo di essere, possofare molto di più di ciò che credevo. La corsa è diventataper me una “maestra di vita”. Per ottenere un successonon posso solo sperare di raggiungerlo; bisogna crederci,applicarsi e avere fiducia nelle proprie potenzialità.Investire sé stessi con convinzione, senza aver paura difallire.
La corsa mi insegna che i risultati si ottengono solose non mollo, se sonotenace e se persevero.Correre, in strada comen e l l a v i t a , è a v e r el'implacabile desiderio diarrivare al traguardo perchéè solo così che si possonoottenere risultati.Oggi corro perché se in partenza pensieri pesanti eingombranti tentano di schiacciarmi, al ritorno la miamente è più leggera, più fresca, più libera. Corro perché,a prescindere dal ruolo che occupo nella società, lacorsa è uno spazio solo mio, che nessuno può invadere. attraverso il quale mi spoglio di tutti i doveri verso la

società riscoprendo l'aspetto più intimo di me stessa, il

mio essere "persona".Quando corro non ho nessun avversario da abbattere,

l'unico vero nemico da vincere sono io perché devo

placare l'idea di non farcela e fomentare la forza di non

fermarmi. Correre significa diventare la versione

migliore di me stessa, esaltare la mia parte positiva.

Quando tutto intorno a me sembra assumere una veste

sbagliata, sento l'esigenza di correre perché, avendone

già fatta esperienza, sono certa che avrò una percezione

più serena della mia vita e di quei problemi che, al

momento, sembrano insormontabili. Provo un grande

senso di libertà e mi sento lontana dalle costrizioni,

lontana dalle restrizioni. La corsa è uno strumento 

Correndo ho riscoperto il mio senso, il mio perché! Vivere, a volte, significa anche correre il rischio dicambiare e scegliere qualcosa senza temere il giudizioaltrui. Ho capito che la mia vita non può ridursi solo aquello che gli altri si aspettano da me, che le mie sceltenon devono cercare di compiacere gli altri ma renderefelice me stessa. In fondo, il desiderio di chi ci amadavvero è quello di vederci felici.Così ho scelto di correre, di coltivare il mio spazioprivato e da quando l'ho fatto mi sento una personamigliore, una mamma migliore, una moglie migliore.La corsa è la mia “amica”, il mio punto di appoggionei momenti più bui, la mia forza nelle ostilità della vita.È motivo di sfogo nelle giornate di rabbia, nei momentidi difficoltà. Mi dà la possibilità di condividere con mestessa, in uno spazio intimo, i miei pensieri e le mieemozioni. Mi offre la giusta carica per affrontare tutto.Ogni singolo passo è un mattoncino che si aggiunge adun altro per costruire ciò che da sempre avevo sognato;un luogo dove io, e altre persone come me, potevanotrovare lo stimolo per volere bene a loro stesse e prendersene

cura.